L'INERZIA DEI POGGIARDESI E LA SPECULAZIONE POLITICA

"Da migliaia di chilometri di distanza mi chiede: ma non riuscite proprio a far niente per risolvere il problema della discarica? O vi siete abituati al fetore?"

di Oronzo Pedio


Questo è il contenuto di una email che un visitatore del nostro sito ci ha inviato alcuni giorni addietro. In verità non è che a Poggiardo non si faccia niente per il problema discarica e ambiente. Il problema è che non si è mai fatto niente! D'altronde in un Paese inesistente, sprofondato nella più sordida cultura dell'individualismo sfrenato, che cosa ci si può aspettare quando c'è da fare un minimo di analisi, una battaglia... niente. Assolutamente niente, perchè, nel Salento, a Poggiardo "pensare costa fatica". E la fatica fa sudare... e dalle nostre parti, tra l'altro, fa molto caldo. Certo se ci propongono qualche serata a "ritmo di pizzica", allora tutti tarantolati e al diavolo il caldo. Tutti con il piedino avanti e indietro e con il tamburello in mano... Se ci propongono un finto jazz, una serata pseudo-culturale... allora tutti con i calzoncini corti ad esternare anche visivamente la nostra "curtura" (sì, proprio "curtura!"), musicale e non solo. Poco importa se un nugolo ristretto di "intellettuali fatti in casa", confondono Caravaggio con canovaccio... ma fa tanto fine... quanto fa fine. Così come fa fine e non impegna far finta di ascoltare, ascoltare da anni il solito coro ultrapolifonico. C'è chi fa finta di ascoltare e chi "fa finta di cantare". Non ci facciamo mancare niente, a Poggiardo... paese te lu Grande Salentu.

La discarica... il paese... ma per favore, parliamo di cose serie! Parliamo, ad esempio, dell'estate poggiardese che si affaccia anche quest'anno prepotentemente alla ribalta con le sue numerose iniziative: il mercato del sabato sera (... sai la novità), il saggio di danza, la commedia dialettale... i murales... i murales!!! Le serate impegnate... quelle disimpegnate, quelle tarantate e quelle... ma ridateci Little Tony e Rita Pavone per favore! E per il resto dell'estate dateci il silenzio... fateci assaporare le nostre strade piene di "buche" che se non ti "rompi" sei fortunato... Ridateci Nicola di Bari e... perchè no... ridateci Michele... fateci sognare: state fermi per un'estate, risparmierete, in questo modo, preziosi soldi dei contribuenti. Facciamo diventare il nostro Paese il paese del silenzio meditato... dove la gente possa tornare a parlarsi, trovare il gusto di discutere e di dire che il fetore della discarica, così come i "fetori" di altra natura, fanno letteralmente schifo e che bisogna fare seriamente qualcosa. Che non ne può più di bidoni dell'immondizia che se li apri rischi di prenderti una malattia o di svenire per le esalazioni schifose. Costruiamo la Città della discussione, del civile confronto, della partecipazione nei fatti e non di una retorica melensa ed interessata. Rendiamo la gente libera di dire quello che realmente pensa, di dire ad esempio che non ne può più di una politica cialtrona... in assoluta libertà... senza timore...

La discarica, torniamo al nostro argomento.

Non è vero che non riusciamo a fare proprio niente. Noi ne parliamo dal 1998, quando tutti i Poggiardesi ridevano a 32 denti per il primo ristoro ambientale: il Teatro Illiria. Inascoltati... senza disponibilità da parte di alcuno di formare un forte movimento di opinione e di protesta. Tutti a dormire o occupati a costruirsi piccoli spazi di potere e non solo. Poi, d'un tratto, ecco che le coscienze dormienti si risvegliano: neomovimenti, neocomitati, "neonei"... di tutto, di più. C'è chi con la storia della discarica tenta di rientrare nell'agone politico dopo risultati elettorali poco brillanti, chi, abbinando il tema "discarica e ospedale", tenta di costruirsi una immagine "di costante quanto vuota presenza" da sfruttare nelle consultazioni elettorali a venire. Nessuno, però, ha il coraggio della denuncia forte... in questo caso, difatti, sarebbe troppo grande il rischio di pregiudicarsi "future alleanze di comodo". Quando negli anni scorsi abbiamo invitato tutti, al di là delle appartenenze, a lottare in favore della chiusura della ex discarica di Poggiardo ed a dire già nell'occasione basta a qualunque nuova ipotesi (illustrata, peraltro in un convegno promosso dall'Amministrazione comunale nel 2002), non c'erano "compagni di viaggio" perchè ciò avrebbe significato, secondo una concezione alquanto balzana della politica, accreditare la nostra azione: l'unica libera, sganciata da ogni tipo di interesse, lontana dai piccoli potenti del "quartierino". Ed ancora adesso, appunto, i promotori di "neoiniziative" con esclusivo ed evidente interesse di visibilità politica, non riescono a dire un no secco, preferendo, un "ni" accompagnato da disquisizioni tecniche che servono, soltanto, a non spingere ad importanti, definitive e positive soluzioni per la nostra Comunità.

Questo è, in estrema sintesi, il panorama, questo è quanto si respira (al di là del fetore della discarica), in un paese virtuale, immaginario... piano piano ci siamo convinti che anche il fetore e la montagna di rifiuti altro non sono che frutto della nostra fantasia...

Poggiardo, 5 giugno 2007


La Critica Politica - Poggiardo

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