Poggiardo

Marzo 2006

 

Il rituale

Una tornata elettorale piena di novità

 

... Ce l’ho con voi, uomini della politica, che, a dispetto delle vostre declinazioni di princìpi, vi tramandate da una legislatura all’altra moduli arcaici di gestione, al punto che non sapete rinnovare neppure una lista di nomi. Non saranno né le riforme istituzionali, né la metamorfosi degli stemmi di partito a garantire quelle svolte di cui parlate da secoli...
(Da un’omelia pronunciata da don Tonino Bello il 15 aprile 1990)


 

di Oronzo Pedio

 

Eccoci giunti, finalmente, al tanto sospirato momento della tornata elettorale amministrativa preceduta dall’importante appuntamento delle elezioni politiche del prossimo 9 e 10 aprile. Appuntamento, questo ultimo, di enorme rilevanza per il paese Italia, ma che appassiona ben poco la nostra Comunità, il cui interesse è esclusivamente orientato, da diversi mesi, alla consultazione amministrativa del prossimo 28 maggio.
Sarà una tornata elettorale incentrata su una grande novità politica per la Comunità di Poggiardo e di Vaste: il confronto “Astore - Gianfreda”. Un confronto che vedrà impegnata una nuova classe dirigente che si “propone” alla guida del nostro Comune. Da anni si sentiva la necessità di un rinnovamento profondo del nostro modo di intendere la politica ed eccoci accontentati: sarà ardua la scelta dinnanzi a uno scenario mutato dal profondo.
In verità si dice che potrebbero anche esserci ulteriori forze (anch’esse nuove nel panorama politico poggiardese), orientate a dar battaglia in un contesto tutto proteso, come abbiamo detto, ad un cambiamento radicale. Si “vocifera” di possibili alleanze (anche questa sarebbe una grande novità!) tra forze organiche al Centrodestra con forze altrettanto organiche al Centrosinistra. Si sa, però, che a livello locale, pur di prendere un posto o di conservarlo, qualunque minestrone è consentito. Siamo abituati a tutto e, nell’ultimo decennio, ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori. Di questo, comunque, paleremo prossimamente con dovizia di particolari, riportando testualmente alcuni esempi di coerenza di un passato piuttosto recente.
Mai stemma, per il quale, tra l’altro, si è riusciti a “imbastire” una patetica querelle cromatica, è più azzeccato per meglio descrivere il nostro essere. Un bue!!!
Dicevamo del preannunciato confronto a due che, inevitabilmente, sarà destinato, per l’ennesima volta, qualunque sarà il risultato finale, a perpetrare la situazione di perenne declino del nostro Comune. Essendo privi, però, della voglia di confronto con altre realtà circostanti continuiamo ad adottare il solito comportamento presuntuoso ed arrogante che ci contraddistingue nel panorama salentino. E qui riprendiamo seriamente la nostra analisi.
Inciuci, accordicchi, affarismo ed opportunismo sono costanti della politica poggiardese. Lo denunciamo da anni in perfetta solitudine. (Almeno per quanto concerne coerenza e pragmatismo). Così come evidenziamo, da tempo, una pratica negativa di esaltazione di vecchi e nuovi individualismi, accompagnata da un borioso pressappochismo. Situazioni che, di fatto, impediscono ogni possibilità di costruzione di un progetto socio-politico diverso. Anche il solo pensiero di un possibile cambiamento è destinato ad abortire sul nascere. Va a scontrarsi contro un muro di indifferenza e contro un coacervo di interessi in grado di affossare ogni iniziativa diversa.
Non c’è alcuna possibilità di uno scatto di orgoglio in un contesto culturale ed in un territorio il cui orientamento costante è la ricerca del favore. Un contesto sociale refrattario alla cultura del progetto, dell’impegno, del confronto, della conoscenza. C’è chi fatica addirittura a pensare.
Ecco, in estrema sintesi, uno dei mali principali della nostra Società e, in particolare, della società salentina: la assoluta mancanza e voglia di partecipazione.
Lo abbiamo scritto numerose volte: senza partecipazione, senza confronto e senza voglia di contare, una società, una piccola comunità come la nostra è inesorabilmente destinata a sopravvivere, piuttosto che a vivere. Se abbiamo coraggio e capacità di riflettere, se riusciamo ancora a spogliarci di quel velo di ipocrisia che ci attanaglia, dobbiamo ammettere che la nostra Comunità è in palese degrado.
Un Paese morto. Un paese in cui predomina la cultura degli zombies, dei leccapiedi, dei “portatori sani” del pettegolezzo, dei politici di “ringhio” che si spacciano per politici di rango. Un paese dove tutto è posticcio, ovvero un paese di parrucchini e di parrucconi in grado di atrofizzare il libero pensiero, di ridurre a mediocrità qualsiasi sussulto di novità.
Forse è davvero impossibile “tentare” di offrire una alternativa credibile di governo a questa Città. Quanti di coloro che dicono di volersi occupare dei problemi della Comunità poggiardese lo fanno in maniera disinteressata? Quanti sono disponibili a fare un passo indietro, a praticare una vera “politica di servizio”? Nessuno. Domina la ricerca di “apparire”, la voglia di presentarsi come “primi attori”. Nella stragrande maggioranza dei casi senza alcuna tipo di preparazione e con una palese incapacità progettuale, assolutamente necessaria all’interpretazione ed al perseguimento di una politica costruttiva. La patetica rincorsa, quindi, di una mediocre visibilità personale.
Eccoli di nuovo, tutti pronti ai blocchi di partenza. Ognuno alla conquista del suo piccolo spazio in una delle due piazze poggiardesi. Una conquista fisica dell’angolo migliore con tanto di contorno dei “tifosi” di schieramento.

E’ il prezzo da pagare per entrare nel circuito dell’alta politica poggiardese. Un prezzo che ogni partito (o residuo di esso), paga per far finta di esistere. C’è chi può permettersi di veicolare la propria immagine attraverso un compiacente mezzo televisivo e chi, invece, è costretto ad accontentarsi della piazza.
Bene. Questo in estrema sintesi il panorama politico che attanaglia da sempre Poggiardo e Vaste. Ognuno ha la sua “piccola convenienza” affinché tutto resti immutato.
Per questo, a meno di improbabili risvegli di coscienza, Poggiardo sarà destinata a rimanere in un imbuto. Con una Società asfittica, sgretolata...
La ricerca di alchimie o di eventuali trasversalità attivate con i soliti personaggi sono destinate a fallire in partenza, poiché portatrici solo di interessi personali.
Da un po’ di tempo, difatti, c’è chi propugna “salutari” accordi particolari pur di liberare la nostra Comunità da un certo tipo di politica. Senza voler reclamare alcun tipo di primogenitura vogliamo, in merito a tale argomento, sottolineare che di ciò ci siamo già occupati nel 1998 quando lanciammo una coraggiosa proposta in tal senso, regolarmente caduta nel vuoto. Riportiamo fedelmente il passaggio tratto dall’articolo: “Le mani sulla Città.”

“...Forse la soluzione migliore può essere quella di un superamento ideologico e di schieramento, in grado di creare una coalizione di forze eterogenee, pulite e trasparenti , con un programma molto semplice: mandare a casa una volta pe tutte una classe politica vetusta e deleteria. Liberata la Comunità e ridata la giusta dignità ai Partiti, di potrebbe riparlare di schieramenti ideologici e di progetti politici con la P maiuscola...”
L’articolo, lo ripetiamo, è del settembre 1998!
Cosa rimane, in conclusione, in mancanza di una alternativa credibile, concreta, trasparente? Rimane il solito “duello” Astore - Gianfreda. Ovvero, ogni Comunità ha il governo e l’opposizione che si merita!
E tutti vissero felici e contenti.


La Critica Politica - Poggiardo

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