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Galatina
luglio 2005
Riprendiamoci la nostra Città
di Piero d'Errico
Consigliere Comunale - Galatina
Siamo stati a sopportare, subire, troppe volte a chiedere di non
essere tagliati fuori da un programma di sviluppo che partisse dai
collegamenti stradali e arrivasse a chissà che.
Avevamo una strada "diritta" che di più non si può, che ci portava a
Lecce. Ora abbiamo una pista da far invidia al circuito di
Montecarlo-
Pensate un po', per un periodo dovevamo andare all'Ufficio del
lavoro di Nardò a timbrare il tesserino rosso.
Ci hanno tolto gli uffici importanti: per un codice fiscale c'è
l'imbarazzo della scelta: Maglie o Lecce? Chissà.
Abbiamo perso CENTRALITA', CREDIBILITA', VISIBILITA, la nostra Città
non è cresciuta come speravamo o come, forse, "meritavamo". E
nell'aria ho avvertito per molto tempo un dispiacere generale misto
ad una sorta di falsa rassegnazione che si tagliava a fette.
Ora per fortuna non più; ora sento una rabbia crescente, una "incazzatura"
generale che si solleva sempre più tra la gente. Una rabbia nel
voler la nostra Città trattata bene, nel voler vedere tutti gli
uffici presenti, nel desiderio di essere l'"ombelico del modo."
Non abbiamo un cinema, un teatro da 20 anni!
Il centro storico è coperto da macchine e con un traffico da far
invidia al raccordo anulare, anzi, ci vorrebbe un'altra corsia.
Le parti più belle, nascoste da macchine parcheggiate sin sotto i
monumenti. La cosiddetta ristrutturata "staffa" sepolta, nascosta
dalle auto.
E
guai a voler modificare qualcosa, APRITI CIELO!
Si finisce come al solito nel non toccare niente per non disturbare
il "consenso". Chi ci abita deve capire che l'interesse più grande è
quello di tutela del centro storico. Chi ci abita deve capire che se
ha il piacere di abitare nella storia, può anche avere il dispiacere
di "parcheggiare" un po' più in là.
Un giorno avrà il piacere immenso di veder passare tanta gente,
tanti bambini, tante scolaresche a scoprire il passato, magari ci
sarà tanta gente che parlerà una lingua diversa e, magari, alle loro
domande l'anziana affacciata non riuscirà a rispondere, avremo tutti
l'orgoglio di vedere trattati e ammirati i nostri luoghi come
meritano, e sono certo che la cosa ci riempirà di gioia.
Il traffico nel centro storico inquina, danneggia i monumenti; un
centri storico degno di chiamarsi così non deve avere traffico, le
piazzette devono essere libere, le corti non scambiate per
parcheggi. Dobbiamo cominciare a capire che ci sono interessi più
grandi di un rispettabilissimo e legittimo interesse di parte.
USCIAMO FUORI DAL NOSTRO EGOISMO.
Anzi, facciamo così: smettiamola di piangerci addosso, lasciamo
passare l'estate e a settembre, freschi e puliti cercheremo tutti
insieme di "COSTRUIRE LA CITTA' CHE VORREMMO". E magari nell'attesa
ci pensiamo un po'...
Nel frattempo un abbraccio a tutti voi, e tutti insieme alla nostra
bella Città.
A presto.
La Critica Politica - Poggiardo
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