Per quanto attiene al rispetto della memoria storica
alcune zone del Salento si distinguono per un approccio ultra retorico al problema. Difatti,
tra dichiarazioni di intenti, spesso vuote, ed effettiva realtà il
contrasto è stridente. Ci si misura, purtroppo, in maniera costante,
con una cultura poco avvezza al confronto con il territorio, una
cultura orientata ad un modo di vivere lo stesso territorio in
maniera passiva o, peggio ancora, con stupefacente indifferenza.
Parliamo di Poggiardo ma il discorso potrebbe
essere esteso in molte altre realtà del Salento: quello che manca è
una buona dose di coraggio, la volontà di uscire dal virtuale, dalla
sollecitazione mediatica del "tutto è bello" per affrontare
determinati
argomenti con spirito costruttivo. In altri
termini conquistare la consapevolezza che tenere al proprio territorio vuol dire viverlo,
contribuire affinchè vi siano costanti miglioramenti e non,
viceversa, coltivare la cultura dell'indifferenza dinnanzi a fenomeni di degrado e deturpazione.
La Storia, dicevamo, vissuta anche attraverso la
conservazione di elementi che talvolta sembrano superflui.
Anche Poggiardo e Vaste annoveravano nel proprio
contesto urbano, fino a pochi anni addietro, le caratteristiche
fontane dell'E.A.A.P.. Piano piano sono sparite, volatilizzate, senza che
alcuno ci abbia fatto caso. E' tipico della società poggiardese
farsi scivolare tutto addosso, un retroterra culturale che ha
consentito a certi "signorotti", in un lungo lasso di tempo, di
deturpare il paese anche attraverso nuovi processi urbanistici.
(La storia insegna e prossimamente parleremo della Chiesetta di
Santa Sofia, della Chiesa Matrice "ridisegnata" (eufemismo) negli
anni '60, della ex villa comunale...)
Il nostro è un Comune in grado di destare
sicuramente interesse se si rimane ancorati ad un sano pragmatismo,
evitando accuratamente di farsi coinvolgere dalla fervida fantasia
di alcuni "piazzisti politici". Occorre, quindi, uno sforzo corale
della Collettività e l'elaborazione di un progetto politico e sociale
di elevato spessore. Se, però, anche quel poco che c'è di
caratteristico viene sottratto al tempo, allora tutto si complica e,
inevitabilmente, l'interrogativo che dobbiamo porci è se ci aspetta
un futuro "posticcio" come certa politica.
Parlavamo delle fontane sparite... qualcuno può
dirci (visto che riteniamo improbabile che un semplice cittadino
possa averle sdradicate...), dove siano andate a finire? Dove
sono andate a finire la fontana di Piazza del Popolo, del Viale
della Stazione, di Largo Santa Sofia e tante altre presenti nel
nostro Comune e nella Frazione di Vaste? E i basoli del rione "Terra" dove
sono andati a finire? Alcuni anni fa in quel rione sono stati
eseguiti dei lavori. La successiva ripavimentazione ha visto
la sostituzione degli stessi basoli storici.
Uno dei tanti misteri che avvolgono il
nostro Comune nella piena, totale indifferenza della Collettività e
della nostra classe politica.