Poggiardo

Luglio 2005

Passato da rispettare o da far sparire?

di Oronzo Pedio

Per quanto attiene al rispetto della memoria storica alcune zone del Salento si distinguono per un approccio ultra retorico al problema. Difatti, tra dichiarazioni di intenti, spesso vuote, ed effettiva realtà il contrasto è stridente. Ci si misura, purtroppo, in maniera costante, con una cultura poco avvezza al confronto con il territorio, una cultura orientata ad un modo di vivere lo stesso territorio in maniera passiva o, peggio ancora, con stupefacente indifferenza.

Parliamo di Poggiardo ma il discorso potrebbe essere esteso in molte altre realtà del Salento: quello che manca è una buona dose di coraggio, la volontà di uscire dal virtuale, dalla sollecitazione mediatica del "tutto è bello" per affrontare determinati argomenti con spirito costruttivo. In altri termini conquistare la consapevolezza che tenere al proprio territorio vuol dire viverlo, contribuire affinchè vi siano costanti miglioramenti e non, viceversa, coltivare la cultura dell'indifferenza dinnanzi a fenomeni di degrado e deturpazione.

La Storia, dicevamo, vissuta anche attraverso la conservazione di elementi che talvolta sembrano superflui.

Anche Poggiardo e Vaste annoveravano nel proprio contesto urbano, fino a pochi anni addietro, le caratteristiche fontane dell'E.A.A.P.. Piano piano sono sparite, volatilizzate, senza che alcuno ci abbia fatto caso. E' tipico della società poggiardese farsi scivolare tutto addosso, un retroterra culturale che ha consentito a certi "signorotti", in un lungo lasso di tempo, di deturpare il paese anche attraverso nuovi processi urbanistici. (La storia insegna e prossimamente parleremo della Chiesetta di Santa Sofia, della Chiesa Matrice "ridisegnata" (eufemismo) negli anni '60, della ex villa comunale...)

Il nostro è un Comune in grado di destare sicuramente interesse se si rimane ancorati ad un sano pragmatismo, evitando accuratamente di farsi coinvolgere dalla fervida fantasia di alcuni "piazzisti politici". Occorre, quindi, uno sforzo corale della Collettività e l'elaborazione di un progetto politico e sociale di elevato spessore. Se, però, anche quel poco che c'è di caratteristico viene sottratto al tempo, allora tutto si complica e, inevitabilmente, l'interrogativo che dobbiamo porci è se ci aspetta un futuro "posticcio" come certa politica.

Parlavamo delle fontane sparite... qualcuno può dirci (visto che riteniamo improbabile che un semplice cittadino possa averle sdradicate...), dove siano andate a finire? Dove sono andate a finire la fontana di Piazza del Popolo, del Viale della Stazione, di Largo Santa Sofia e tante altre presenti nel nostro Comune e nella Frazione di Vaste? E i basoli del rione "Terra" dove sono andati a finire? Alcuni anni fa in quel rione sono stati eseguiti dei lavori. La successiva ripavimentazione ha visto la sostituzione degli stessi basoli storici.

Uno dei tanti misteri che avvolgono il nostro Comune nella piena, totale indifferenza della Collettività e della nostra classe politica.

Avremo risposte sull'argomento? Sicuramente no!


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