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Ieri
La Chiesetta di Santa Sofia

Oggi
Fontana - Statua di Santa Sofia |
Chiesa di Santa Sofia
Era un vano di circa 30 metri quadrati, sito nel centro
della piazzetta tuttora denominata si S. Sofia lungo la via
di Mezzo, con ingresso dal lato orientale e con un unico
altare di fronte all'ingresso, intitolato alla Vergine
Assunta.
Vi era un sepolcreto: nel secolo XVII vi furono tumulati
alcuni fedeli.
Era molto cara alla devozione popolare...
Così l'Autore, Salvatore Rausa, inizia il passaggio dedicato
alla Chiesa di Santa Sofia nel suo libro
Poggiardo : una vivace comunità salentina - Edizioni del
Grifo.
Per proseguire, dopo la breve storia della chiesetta:
"... Il degrado e lo
stato di abbandono divennero così gravi e allarmanti, che il
Comune di Poggiardo, con deliberazione consiliare n. 34 del
27 gennaio 1959 adottata a unanimità di voti, decise di
acquistare la cappella dagli attuali proprietari per lire
centomila e demolirla a salvaguardia dell'incolumità e
salute pubblica. Nelle premesse dell'atto deliberativo il
sindaco Francesco Rausa, dopo aver accertato che la
chiesetta <<non è soggetta a vincoli sacri o a tutele da
parte della sovraintendenza alle belle arti>> evidenziò
l'urgenza di un provvedimento radicale: l'edicola era <<da
moltissimi anni abbandonata>>, tanto che i vicini vi
depositavano <<immondizia e rifiuti di ogni sorta, che
putrefatti rappresentavano un serio pericolo per la pubblica
salute>>. Per tale stato di cose vive proteste erano
pervenute da parte dei cittadini e preoccupate segnalazioni
da parte dell'ufficio sanitario. Sia per la eliminazione del
focolaio d'infezione che per la definitiva sistemazione del
largo Santa Sofia, era ormai inevitabile l'abbattimento
della pericolante, abbandonata e murata chiesetta."
Cosa ne pensiamo...
Quello che ci è venuto subito in mente, leggendo le
motivazioni addotte dall'Amministrazione comunale di
Poggiardo nel 1959, è l'opinabilità delle motivazioni
stesse. Ci riserviamo, naturalmente, una analisi più
compiuta, per quanto attiene l'aspetto amministrativo, nel
momento in cui avremo la possibilità di leggere la
deliberazione consiliare citata. Sotto l'aspetto politico
pensiamo, invece, a quali effetti potrebbe produrre, al
giorno d'oggi, l'applicazione di tale metodo. Ovvero
"degrado ed abbandono uguale demolizione." Quante sono,
difatti, le strutture abbandonate, pericolanti e a volte
ricettacolo di rifiuti situate nei centri storici? A meno
che non fossero altri i motivi, più o meno reconditi, che
hanno portato alla demolizione della Chiesetta ed alla
"sistemazione" del Largo Santa Sofia.
D'altronde (ne parleremo diffusamente) Poggiardo non è nuova
a determinate operazioni che hanno contribuito a cancellare
pezzi della propria storia difficilmente rilevabili anche
per l'assenza anche di una memoria fotografica appena
significativa.
Sollecitiamo i lettori ad inviare un proprio commento
che verrà pubblicato sul sito. Così come sollecitiamo chi ha
memoria storica su questo episodio così "edificante" del
nostro passato a contattarci all'indirizzo
critica@criticapolitica.it
Poggiardo
Agosto 2005
La Critica Politica - Poggiardo
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