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PRESA DI POSIZIONE DEL SINDACO
ASTORE SULL’OSPEDALE DI POGGIARDO
Il Sindaco di
Poggiardo Silvio Astore, in merito alla situazione dell’Ospedale
F.Pispico dichiara: “È ormai evidente che le speranze e le attese
generate dalle solenni promesse elargite in campagna elettorale dal
Presidente Vendola in merito ad un pronto rilancio dell’Ospedale “F.Pispico”,
con il ripristino dei vecchi reparti, sono ormai destinate a
sfumare.
L’ospedale versa,
infatti, in un preoccupante stato di abbandono evidenziato da
chiunque vi abbia avuto in qualche modo a che fare.
La pianta
organica è largamente sottodimensionata e ciò, secondo lo stesso
personale ospedaliero costretto a ritmi di lavoro massacrante,
influisce inevitabilmente sull’efficienza dei reparti con i
conseguenti disagi agli utenti e ai pazienti. Sarebbe
prioritariamente necessario mettere in sicurezza l’esistente,
renderlo più efficiente. Penso, in particolare, al laboratorio di
analisi e a quello di radiologia attualmente in funzione per 6 ore
al giorno, dalle 8 alle 14. Mi chiedo, qualora malauguratamente ci
fosse un emergenza nelle ore pomeridiane, un infarto ad esempio, le
analisi dovrebbero essere inviate a Scorrano e poi una volta
analizzate tornare a Poggiardo con un dispendio di tempo prezioso
soprattutto quando c’è in gioco la vita di qualcuno. Non sarebbe
sensato e doveroso attivare un servizio che sia in funzione per 12
ore giornaliere?E così anche per la radiologia?
È inconcepibile
poi che nulla ancora si sia fatto per rendere efficiente il Punto di
Primo Intervento (Pronto Soccorso) a cui si rivolgono durante tutto
l’anno i cittadini del vasto bacino di Poggiardo, da sempre
naturalmente rivolti alla struttura di Poggiardo, e d‘estate la
moltitudine di turisti che affollano le vicine località balneari,
con la conseguenza che i problemi e le inefficienze invernali si
amplificano fino ad esasperarsi nel periodo delle vacanze. Non vi è
traccia della TAC e degli altri macchinari diagnostici promessi, non
vi è stata, nonostante gli attacchi feroci e incessanti rivolti alla
precedente Amministrazione Regionale prima e le successive
rassicurazioni di efficaci e immediati interventi, alcuna riduzione
delle liste di attesa con tempi ormai insopportabili e incivili. Si
pensi che per una mammografia e per un Ecodoppler si deve aspettare
fino al febbraio del 2008.
Possibile poi
che, malgrado la presenza sul territorio di un importante complesso
termale, non si sia ancora riusciti a creare un rapporto sinergico
tra quella struttura e l’ospedale?
Siamo ancora alle
promesse fatte in campagna elettorale. Il fatto è però che non solo
i reparti promessi non sono stati attivati ma addirittura ci
troviamo di fronte al pericolo di uno spostamento del reparto di
Gastroenterologia, che pur tra tante difficoltà è divenuto un
reparto di assoluta eccellenza, offrendo i propri servizi ad
un’utenza che va ben al di là del bacino di riferimento
distrettuale. È un’ipotesi assurda e incomprensibile che
danneggerebbe in modo gravissimo l’ospedale di Poggiardo. Ci si
dovrebbe preoccupare di potenziare un reparto che funziona non di
chiuderlo e portarlo altrove!
Quanto alla
ventilata possibilità di attivare il punto di nascita non possiamo
che essere favorevoli purché sia supportato dalla contestuale
attivazione di un reparto di “rianimazione neonatale” che possa in
tal modo tutelare la salute dei neonati e delle mamme, oltre che
consentire agli stessi medici di operare con la tranquillità
necessaria. Qualcuno ricorderà a tal proposito il verificarsi, in un
nosocomio salentino, di un tragico episodio conclusosi con una
richiesta di risarcimento danni miliardaria.
L’elenco delle
cose da fare e delle promesse continua purtroppo ad essere ancora
molto lungo, troppo, e credo sia ormai ineludibile dover dare delle
risposte concrete da chi ha il potere e i mezzi per farlo, piuttosto
che continuare a parlare di chi non c’è più. È una questione di
credibilità e di rispetto. Mantenere un struttura ospedaliera in
queste condizioni è inammissibile. Ne pagano le conseguenze migliaia
di utenti e di pazienti oltre ai dipendenti. La nostra disponibilità
al confronto è sempre pronta, purché ci sia un intenzione seria al
confronto. Occorre che qualcuno si ricordi che ne va della salute
delle persone”.
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