Lecce, 18 maggio 2008

 

IL PUNTO G8

di Enrico Logatto

Lecce Palazzo CarafaVincenzo Torriani, Carmine Castellano, Karol Wojtyla e Christine Lagarde.

Innanzi tutto chi sono, Karol Wojtyla non ha bisogno di presentazioni, ma gli altri?

Procediamo con ordine: Vincenzo Torriani e Carmine Castellano sono stati due grandi dirigenti sportivi italiani, entrambi organizzatori di tanti Giri d’Italia. Il primo soprattutto, storico patron per quasi quarant’anni della corsa rosa.

Fu proprio Vincenzo Torriani a volere il Giro a Lecce nel lontano 1980 (arrivo davanti alle Marcelline), mentre si devono a Carmine Castellano le due successive presenze della corsa qui da noi: 1998 (per la tappa Matera-Lecce con arrivo dalle parti del Carlo Pranzo) e 2003 (circuito cittadino per il cronoprologo).

E veniamo a Karol Wojtyla, indimenticato Pontefice, che scelse la capitale del barocco per una visita pastorale il 17 e 18 settembre 1994.

Ultima, ma non in ordine d’importanza, Christine Lagarde: l’ex avvocato parigino è la prima donna che, da Ministro dell’Economia, Industria e Occupazione (e sì, in Francia le donne ricoprono anche questi ruoli e senza aver calcato nessun tipo di palcoscenico o set cinematografico!), rappresenta il proprio paese nelle riunioni del G8.

Ma cosa possono avere in comune questi quattro personaggi? Nulla fra di loro, molto per quanto riguarda la nostra città.

Lecce, lo saprete, è da un paio di settimane un cantiere a cielo aperto: quasi tutte le strade, dubito le periferie, sono sottoposte ad un restyling da cima a fondo che riguarda la potatura degli alberi, la sistemazione dei marciapiedi e il rifacimento integrale del manto stradale, per la gioia degli ammortizzatori delle nostre auto pronti a denunciare per stalking i rispettivi proprietari.

Ma arriviamo al punto.

Premetto che non me la sento di accodarmi al malcontento generale per i disagi causati dal traffico impazzito: resistiamo qualche settimana, poi avremo tutti una città migliore. Il problema è che qui si pensa a creare una città migliore solo in occasione di eventi esterni: tali furono i Giri d’Italia del 1980, 1998 e 2003 allorchè si sistemarono Viale degli Studenti, Viale Gallipoli e Viale Otranto; la visita del Papa che portò (vado a memoria) all’abbellimento di Piazza Argento; il G8 dell’Economia che, sotto elezioni, ha scelto Lecce come vetrina mondiale.

Ma vi sembra normale che una città come Lecce, ormai conosciuta a livello nazionale e non solo e dedita sempre di più al turismo, debba aspettare simili eventi per avere le strade decenti? Ma è mai possibile che si pensi sempre all’esteriorità, al giudizio degli altri e mai alla quotidianità, a rendere la città migliore per i suoi fruitori naturali, i cittadini appunto, che poi sono anche contribuenti?

E Lecce, nel frattempo, cosa fa?! Mugugna, s’inalbera al semaforo col malcapitato vigile, reo comunque di fare sempre troppe multe (ma, cari concittadini, sono queste le uniche entrate dei Comuni dopo i tagli “imperiali), ma poi quando deve dire la sua ed incidere davvero sulle scelte della comunità se ne dimentica e sceglie sempre di stare dalla stessa parte (con una sola, breve e fugace eccezione).

Voglio molto bene alla mia città, provo gioia ed orgoglio quando la vedo crescere, rabbia e dolore quando la vedo “usata”.

In attesa di un G8 dell’Ente Protezione Animali, che affronti il problema dei randagi in città, un saluto a tutti voi.

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