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IL PUNTO G8
di Enrico Logatto
Vincenzo Torriani,
Carmine Castellano, Karol Wojtyla e Christine Lagarde.
Innanzi tutto
chi sono, Karol Wojtyla non ha bisogno di presentazioni, ma gli
altri?
Procediamo con ordine:
Vincenzo Torriani e Carmine Castellano sono stati due grandi
dirigenti sportivi italiani, entrambi organizzatori di tanti Giri
d’Italia. Il primo soprattutto, storico patron per quasi
quarant’anni della corsa rosa.
Fu proprio Vincenzo
Torriani a volere il Giro a Lecce nel lontano 1980 (arrivo
davanti alle Marcelline),
mentre si devono a Carmine Castellano le due successive presenze
della corsa qui da noi: 1998 (per
la tappa Matera-Lecce con arrivo dalle parti del Carlo Pranzo)
e 2003 (circuito
cittadino per il cronoprologo).
E veniamo a Karol
Wojtyla, indimenticato Pontefice, che scelse la capitale del barocco
per una visita pastorale il 17 e 18 settembre 1994.
Ultima, ma non in
ordine d’importanza, Christine Lagarde: l’ex avvocato parigino è la
prima donna che, da Ministro dell’Economia, Industria e Occupazione
(e
sì, in Francia le donne ricoprono anche questi ruoli e senza aver
calcato nessun tipo di palcoscenico o set cinematografico!),
rappresenta il proprio paese nelle riunioni del G8.
Ma cosa possono avere
in comune questi quattro personaggi? Nulla fra di loro, molto per
quanto riguarda la nostra città.
Lecce, lo saprete, è
da un paio di settimane un cantiere a cielo aperto: quasi tutte le
strade, dubito le periferie, sono sottoposte ad un restyling da cima
a fondo che riguarda la potatura degli alberi, la sistemazione dei
marciapiedi e il rifacimento integrale del manto stradale, per la
gioia degli ammortizzatori delle nostre auto pronti a denunciare per
stalking i rispettivi proprietari.
Ma arriviamo al punto.
Premetto che non me la
sento di accodarmi al malcontento generale per i disagi causati dal
traffico impazzito: resistiamo qualche settimana, poi avremo tutti
una città migliore. Il problema è che qui si pensa a creare una
città migliore solo in occasione di eventi esterni: tali furono i
Giri d’Italia del 1980, 1998 e 2003 allorchè si sistemarono Viale
degli Studenti, Viale Gallipoli e Viale Otranto; la visita del Papa
che portò (vado
a memoria)
all’abbellimento di Piazza Argento; il G8 dell’Economia che, sotto
elezioni, ha scelto Lecce come vetrina mondiale.
Ma vi sembra normale
che una città come Lecce, ormai conosciuta a livello nazionale e non
solo e dedita sempre di più al turismo, debba aspettare simili
eventi per avere le strade decenti? Ma è mai possibile che si pensi
sempre all’esteriorità, al giudizio degli altri e mai alla
quotidianità, a rendere la città migliore per i suoi fruitori
naturali, i cittadini appunto, che poi sono anche contribuenti?
E Lecce, nel
frattempo, cosa fa?! Mugugna, s’inalbera al semaforo col malcapitato
vigile, reo comunque di fare sempre troppe multe (ma,
cari concittadini, sono queste le uniche entrate dei Comuni dopo i
tagli “imperiali”),
ma poi quando deve dire la sua ed incidere davvero sulle scelte
della comunità se ne dimentica e sceglie sempre di stare dalla
stessa parte (con
una sola, breve e fugace eccezione).
Voglio molto bene alla
mia città, provo gioia ed orgoglio quando la vedo crescere, rabbia e
dolore quando la vedo “usata”.
In attesa di un G8
dell’Ente Protezione Animali,
che affronti il
problema dei randagi in città, un saluto a tutti voi.
Tags: La Critica Politica -
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