ENI: VICO (PD), UTILIZZA PARADISI FISCALI? GOVERNO NON RISPONDE

DECISIONE SU PORTO TORRES NON E' ACCETTABILE

Roma, 16 luglio 2009

''E' molto grave che oggi alla Camera il governo, attraverso il sottosegretario Cosentino, non abbia detto una sola parola circa il comportamento dell'Eni che per il 2008, a fronte di un utile ante-tasse di circa 7 miliardi di euro, versa all'erario poco più di 300 milioni di imposte nette, con un'incidenza fiscale inferiore al 5 per cento, mentre crescono le imposte versate all'estero probabilmente per sfruttare quei regimi fiscali più favorevoli''.

Lo denuncia in una nota il deputato del Pd Ludovico Vico, che ha presentato un'interpellanza nella quale riferisce anche alcuni ''incredibili dati estratti dal bilancio dell'Eni del 2008 da cui -spiega Vico- si possono apprendere le seguenti informazioni:
utile operativo, 1 miliardo e 581 milioni di euro; proventi finanziari, 661.747 mila euro; proventi partecipazione, circa 4 miliardi e 806 mila euro; utile ante-imposte, 7 miliardi di euro; imposte sul reddito, 305 mila euro''.

La bassa imposizione fiscale, rileva l'esponente del Pd, ''pare essere la conseguenza della tassazione dei dividendi delle Società Controllate residenti in Stati e territori a regime fiscale privilegiato.

Le principali aziende che hanno erogato dividendi alla controllante Eni Spa sono state: Eni International BV, per euro 3 miliardi e 235 milioni e Eni Investments plc, per 917 mila euro. La prima società ha sede ad Amsterdam, la seconda a Londra. Tali società controllano altre 48 società residenti o con filiali in Stati o territori a regime fiscale privilegiato o residenti in Stati o territori elencati nell'articolo 3 del decreto del Ministero
dell'economia e delle finanze del 21 novembre 2001''.

A fronte di questi dati, tuttavia, l'Eni, sottolinea Vico, ''annuncia la sospensione dell'attivita' del petrolchimico di Porto Torres, abbandona il ciclo del cloro, senza presentare alcun un piano industriale per la chimica italiana. Noi crediamo che tutto questo non sia accettabile e coerente con la natura di principale società partecipata dello Stato italiano e speravamo che il governo annunciasse iniziative forti per bloccare quella che noi del Pd chiamiamo la 'rottamazione' della chimica italiana ma oggi a Montecitorio abbiamo avuto la conferma che la chimica non è nei pensieri del governo''.

 

La Critica Politica - Poggiardo

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