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In occasione dell’inaugurazione del Punto Parco
Castello di Melegnano, progetto perseguito dall’Assessore ai
Rapporti con il Parco Sud del Comune di Melegnano Denis Zanaboni e
realizzato in collaborazione con il Punto Parco-Polo Culturale Rocca
Brivio, il giorno Mercoledì 24 giugno alle ore 21, nella Sala
delle Battaglie del Castello di Melegnano si terrà la
conferenza/spettacolo dal titolo
"L’idea di conflitto natura-cultura nel mondo
romano: la parola agli antichi"
ideazione e progetto di
Paolo Rausa*, storico e latinista
• letture
di brani di poeti latini, filosofi e oratori a cura di
Misa Ravano, "Compagnia maschere in movimento",
•
accompagnamento musicale di Gabriele Prinelli (flauto
traverso) e Barbara Colombo (viola da gamba), gruppo
"Toccati e in fuga"
• immagini
di Ornella Bongiorni.
Attraverso un viaggio a
ritroso nel tempo lo spettacolo/conferenza (già presentato in
ottobre scorso a Riomaggiore nella sede del Parco Nazionale delle
Cinque Terre) pone delle domande e fornisce risposte, dando
direttamente la parola agli autori antichi: "Quanto consumiamo e
pesiamo sulla Terra? E quanto pesavano e consumavano gli antichi?"
La risposta la forniscono direttamente i protagonisti di allora,
ovvero i poeti (Virgilio, Orazio, Marziale, Giovenale e Lucrezio), i
filosofi (Seneca e Platone), il naturalista Plinio il Vecchio e il
grande oratore Cicerone.
Si scopre,
sorprendentemente, leggendo brani delle loro opere (Le Georgiche di
Virgilio, la
Storia Naturale di Plinio, Le Lettere morali a Lucilio di
Seneca, i Carmi e le Epistole di Orazio, il Crizia di
Platone, gli Epigrammi di Marziale, le Orazioni di
Cicerone, le Satire di Giovenale e il trattato poetico
Sulla natura di Lucrezio) che l’attività umana aveva già
marcato con un notevole impatto la tenuta ambientale del territorio,
per il disboscamento di intere montagne e il conseguente dissesto
idrogeologico, l’invivibilità delle città per i rumori del traffico,
le attività delle officine e la sfrenata attività edilizia. Un’altra
attività molto deplorata era quella estrattiva, mentre assume toni
di compartecipazione la pena provata contro le vere e proprie stragi
di animali, nel corso dei ludi circensi. Insomma la terra era oramai
ridotta "a queste quattro ossa", secondo Platone, ed era oltremodo
gravata e prostrata ad opera degli uomini per Lucrezio.
Questa sorprendente
modernità deve spingere ovviamente – è questo il senso ultimo dello
spettacolo - a cambiare gli stili di vita e a limitare l’uso e lo
spreco di risorse naturali, prima che sia troppo tardi e si
comprometta irreparabilmente il destino comune della Terra che, va
ricordato, abbiamo ricevuto in prestito per consegnarla alle future
generazioni.
* Docente di letteratura
latina e greca, attualmente lavora presso il Corpo Forestale dello
Stato. Fondatore e Presidente dell’Associazione per la salvaguardia
e la valorizzazione di Viboldone, ha ripubblicato di recente insieme
a Legambiente Milano e all’Istituto di Ingegneria Agraria della
facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano il saggio
dal titolo "Beni culturali, Agricoltura e Territorio".
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