S F I D A  Sindacato Famiglie  Italiane Diverse Abilità

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LETTERA APERTA A TUTTI I CANDIDATI IMPEGNATI NELLA PROSSIMA CAMPAGNA ELETTORALE

Egregi Candidati,

in Italia, circa il 30% delle famiglie vive l'esperienza di una disabilità totale o parziale.

Queste famiglie sono state abituate a vivere la disabilita in silenzio, in un mondo parallelo a quello dei cosiddetti “normodotati”.

Siamo stanchi di attendere; attraverso questo ed altri documenti, iniziative di sensibilizzazione e di protesta civile, vogliamo far sentire forte la nostra voce.

Pertanto, di seguito riportiamo solo alcuni punti che riteniamo vadano affrontati con assoluta urgenza, per  i quali chiediamo anche il Vostro massimo impegno:

1) PROGRAMMAZIONE

Sappiamo che in Italia, nel censimento decennale, l'ISTAT non inserisce il questionario relativo alla disabilità.

Per una corretta programmazione bisogna sapere, non solo quanti sono i disabili, ma anche il tipo di handicap, perché i bisogni di un diplegico sono diversi da quelli di un tetraplegico o di un cieco, un autistico, di un disabile mentale o un pluriminorato.

Pertanto, proponiamo

UN CENSIMENTO DELLE DISABILITA’ SULL'ESEMPIO DEL PROGETTO PILOTA NAZIONALE REALIZZATO DALL'AZIENDA SANITARIA LOCALE FOGGIA 1.

 

2) PREPENSIONAMENTO

Nella maggior parte dei casi il disabile in condizioni di gravità dipende completamente dal familiare che si occupa di lui. Tale situazione provoca un precoce logoramento fisico e psichico delle persone a cui è affidata la cura del soggetto.

Da circa tredici anni giacciono in parlamento numerose proposte di legge a favore di cittadini, in attività lavorativa,  che assistono familiari disabili in situazione di gravità.

Pertanto, chiediamo che venga, finalmente, approvato un provvedimento legislativo per

il prepensionamento DI UNO dei familiari del disabile grave, su richiesta dell’interessato, fino a un massimo di dieci anni.

 

3) PENSIONE DI INVALIDITÀ CIVILE

Per gli invalidi civili con un basso reddito, lo Stato prevede una pensione di poco superiore a 240 € mensili.

n.b. La pensione di invalidità civile non subisce aumenti da oltre 20 anni (se si escludono le ridicole perequazioni automatiche annuali).

Proposta:
AI SOLI DISABILI IN SITUAZIONE DI GRAVITA’, ELEVARE LA SUDDETTA PROVVIDENZA ECONOMICA ALLA PENSIONE MINIMA DI ANZIANITÀ (circa 516,00 € mensili).

 

4) INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO

Per i disabili non autosufficienti è prevista l'indennità di accompagnamento, pari a poco più di 400,00 € mensili.

E' ampiamente comprovato che tale somma non permette di assumere una persona idonea ad assistere l'invalido per aiutarlo a svolgere gli atti quotidiani della di vita.

E' indispensabile, quindi,

ADEGUARE L'INDENNITÀ' DI ACCOMPAGNAMENTO ALMENO ALLO STIPENDIO LORDO DI UNA BADANTE CHE LAVORA 40 ORE SETTIMANALI.

n.b. Anche l’indennità di accompagnamento non subisce aumenti da oltre 20 anni (se si escludono le ridicole perequazioni automatiche annuali).

Nardò, 03 marzo 2008

                                                                              Vito Berti

                                                                              Segretario provinciale

 

La Critica Politica - Poggiardo

 

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